… è difficile da trovare. TV, stampa & Infernet spesso ci propongono mezze verità, statistiche “ritoccate” o stramberie! Ecco qualche consiglio di sopravvivenza nella ricerca di informazioni corrette nei vari media:

Controllate le fonti.

Una corretta notizia medica è sempre accompagnata riferimenti o fonti. Una fonte può essere uno studio, un libro di testo, un link o la dichiarazione di un medico. Senza una fonte, una qualunque affermazione in campo medico non è un fatto, ma un’opinione. Oltre alla fonte, è bene verificare che l’informazione riporti la data di pubblicazione. Spesso su internet capita di trovare informazioni superate, e la data è una informazione importante da cui partire. Se nell’informazione viene riportata la data dell’ultimo aggiornamento ancora meglio.

Come fare a riconoscere una buona fonte?

Nella stragrande maggioranza dei casi, uno non ha le competenze mediche per giudicare se una fonte è attendibile o meno. Però in alcuni casi alcuni indizi possono mettervi in guardia:

  • Diffidate da fonti troppo generiche. Diffidate da chi cita, ad  esempio,  un testo di medicina generale per giustificare la propria tesi su una malattia complessa.
  • Valutate il contesto di ciò che state cercando. Un esempio classico sono le notizie sul diabete, nella stragrande maggioranza dei casi si basano su studi riguardanti il diabete tipo2 e potrebbero non interessare  un diabetico tipo1.
  • Se la fonte è palesemente sponsorizzata da società farmaceutiche, fate attenzione. Sebbene le informazioni contentute in siti del genere siano tipicamente corrette, possono essere “di parte” ovvero sono riportate solo le informazioni a supporto dei prodotti sponsorizzati.
  • Per evitare di perdersi fra tecnicismi medici (da un lato) o possibili tarocchi (dall’altro), una buona via di mezzo è affidarsi a siti  di associazioni o di tutela dei consumatori. Alcuni di questi utilizzano un codice di autoregolamentazione, tipo l’HON (Health On the Net) code, un vero e proprio certificato rilasciato ai siti che si conformano al seguente codice di condotta (http://www.hon.ch/HONcode/Patients/Italian/).

Riconoscere i tarocchi

La medicina è tutto tranne che una scienza esatta, e questo è una manna per chi vi propone le notizie, in quanto è più facile ”manipolarle”  in base al messaggio che si vuole trasmettere. In generale, questo vale qualunque sia l’informazione e chiunque faccia informazione, dal più grande degli editor fino al più piccolo dei blogger.  In campo medico ciò può essere potenzialmente molto pericoloso, in quanto può generare false speranze, panico o peggio atteggiamenti pericolosi per la propria o altrui salute.

Quindi, per evitare brutte sorprese è bene armarsi innanzitutto di spirito critico, buon senso ed accendere i neuroni. Un pò come se davanti a voi ci sia uno scaltro venditore di automobili consigliatovi dal vostro peggior nemico. O un promotore finanziario. O un diabetologo che vi tenta di spiegare le cause del diabete.

Ecco un bel link che vi spiega alcuni ”trucchetti” più usati nell’informazione medica, imparate a riconoscerli:

http://www.partecipasalute.it/cms_2/informati_bene?q=trappole

Io mi soffermo su giusto su un paio di considerazioni sulle notizie che circolano sul diabete:

  • Occhio alle cifre! Dire che nel 2010 i bambini diabetici tipo1 sono stimati come  lo 0,025% del totale del bambini da 0 a 14 anni o dire che sono che saranno 479,6 mila unità (fonte: http://atlas.idf-bxl.org/content/diabetes-young-global-perspective), sono entrambe affermazioni corrette.  Cosa cambia? Che nel primo caso l’impatto “sembra” più basso…
  • Le statistiche sono tanto più accurate quanto è più ampio e completo è il campione statistico. Che significa? Che -ad esempio – gli studi fatti su tante persone sono in genere più affidabili, ma bisogna fare attenzione che le persone non vengano scelte a caso. Ad esempio, studiare l’insorgenza del diabete tipo2 su popolazione esclusivamente giovane darebbe risultati molto diversi da uno studio fatto su persone di tutte le età.
  • Occhio quando si parla di fattori di rischio. Un fattore di rischio di una malattia non è necessariamente una causa, ma è un evento correlato alla malattia. Quando si parla di diabete le cause scatenanti della malattia non sono ancora state accertate, al momento si parla solo di fattori di rischio. Spesso escono notizie su studi che mettono in relazioni le cose più improbabili con l’insorgenza del diabete, facendole passare come “cause”.
  • Inutile a dirsi, diffidate da persone che vi propongono cure miracolose, veloci o senza effetti collaterali. Troppo bello e troppo facile credere di aver trovato l’unica persona al mondo in grado di guarirci a dispetto di flotte di medici che da anni fanno ricerca. Potrei anche capire farsi spillare i soldi per far finta di parlare con lo spirito del nonno e chiedergli i numeri al lotto, ma la salute è una cosa seria. Se interessa, per testare se una persona è iscritta all’albo dei medici ho trovato il seguente link: http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public
  • Per rendere nuove cure o tecnologie alla portata del paziente, occorrono anni ed anni di test. E’ perfettamente inutile stappare lo spumante ogni volta che hanno frullato qualche topo da laboratorio  ottenendo risultati mirabolanti. Paradossalmente, il miracolo non è se domani scoprissero la cura definitiva per il diabete, ma se arrivasse sugli scaffali delle farmacie solo dopo 5 anni dalla scoperta.

Buona ricerca

Fonti:

http://www.farmaciespaziosalute.ch/pdf/medicamenti%20e%20internet.pdf

http://www.partecipasalute.it/cms_2/informati_bene?q=navigare

http://www.diabete.net/index.php?option=com_content&task=view&Itemid=301&id=755&idts=625

http://www.aiac.it/upload/documenti/giac/PDF2006122_8397819.pdf

Piu’ che vacanze di natale, mi sembrano vacanze estive.

E’ come se fossi finito per sbaglio in una qualche fattoria dell’america del sud, piuttosto che nella solita casetta di campagna in sicilia. Il bel tempo mi fa sempre un bell’effetto e, se consideriamo che mezza Italia ha problemi di alluvioni e piogge, mi sento parecchio fortunato.

Poi mangio come un suino, il che da solo giustificherebbe questo buon umore improvviso. Alla facciazza delle glicemie che zompano come canguri e della glicata che tra un pò chiede asilo in qualche centro dietetico. Tanto lo so che durerà poco…

Insomma, è il momento ideale per fare un pò di buoni propositi per l’anno che verrà, anzi mo li metto per iscritto così l’anno prossimo mi ritrovo qua e mi faccio due risate.

Uno, vorrei cominciare a fare un pò di gite fuoriporta con la moto. Ormai è piu’ di un anno che ci giro, il secondo tagliando l’ho fatto e credo di averci preso confidenza.  E’ tempo di portare il caro Bandito a prendere aria fuori città =).

Due, vorrei fare un pò di movimento. Chessò, tornare in palestra o qualche sport al chiuso… ma questa è un’idea dell’ultimora, non garantisco nulla ma ci penserò mentre sto stravaccato sul divano :P

Riassumendo, quest’anno mi concentro su poche cose ma confuse. Spero solo di mettere un pò la testa a posto. Diabeticamente parlando, s’intende ;)

Buon Natale e buone feste!

Mi ritrovo a scrivere dalla sicilia, 24h dopo il mio burrascoso arrivo da una Torino che sembrava la Scandinavia tanto era fredda. Piu’ che un viaggio è stato un pellegrinaggio della speranza, di quelli che non sai mai se arrivi e che magari ti cambiano pure dentro, un’esperienza devastante.

Otto ore ad aspettare in aeroporto uno stracazzo di aereo/equipaggio persi chissà dove, mentre gli aerei per Roma partivano (che se prendevo il volo con scalo piuttosto che il diretto magari ci mettevo 6 ore in meno). Altre 2 ore di attesa sull’aereo per ripulire l’aereo dalla neve, aspettare altri voli in partenza, ri-ripulire l’aereo. Si parte si, si parte no, si parte boh. Forse l’aeroporto chiude, ma anche no. Alla fine si parte, per davvero.

Sull’aereo ripenso un pò a quello che è successo in questo mese e che non ho avuto tempo di scrivere sul blog. Un mese passato a:

Compilare scartoffie. Perchè si è vero, ti assumiamo, ma una multinazionale non è una piccola società di consulenza, ed hai bisogno di 13 account e 19 password per fare in modo che qualcuno si accorga della tua esistenza. Ognuna ha il suo scopo, ma mi raccomando! Compila questi 20 moduli per ogni account e rivolgiti a queste 5 persone se hai problemi. Inutile dire che ho avuto problemi…

Lavorare. Dopo che uno comunica il piano ferie, è finita. “Ricordati di finire questo”. “Ricordati di fare quest’altro”. “Ah, vai in ferie! Hai tempo per farmi un favore?”. No, non ho uno stracazz di tempo. E si, il capo mi ha pure detto che c’è maretta e non posso fare straordinari. Eccerto, mando a lavorare il mio ologramma che almeno non timbra.

Fare orari piu’ umani. L’insonnia è una brutta bestia, ed è piu’ difficile da domare del previsto. Ho recuperato un’ora, ma la strada è ancora lunga. Il medico di famiglia, che in genere mi dà buoni consigli, mi propone un sonnifero. Come se avessi bisogno di un’altra dipendenza… No grazie, sono già un cattivo diabetico e non voglio diventare un buon impasticcato.

Sbrigare un pò di cosette. Tipo, le cene natalizie coi colleghi, riparare il termostato della caldaia, comprare un caricabbaterie per l’auto che non si degna di accendersi, fare il tagliando alla moto, pensare ai regali di natale. Naturalmente, la moto ha avuto la precedenza ;)

Sopravvivere. La neve sarà sbrilluccicosa e morbida. Sarà anche il simbolo del natale.  Ma è anche gelo che ti brucia nelle ossa e che ti raggiunge anche con 3 giacconi indosso. Zero voglia di uscire di casa, strade intasate ed invase da un fango grigio/bianco o da lastroni di ghiaccio su cui si potrebbe benissimo pattinare. Di certo non il mio clima ideale.

Poi l’aereo arriva. Sono le 11 di notte a Catania e ci sono 12°.  Uaz, sembra di stare in paradiso e torino sembra solo un (freddo) ricordo.

baratto, scambioOk, ho firmato, dal primo dicembre cambio datore di lavoro.

E’ stata una cosa proposta all’ultimo, di fretta,  ma la aspettavo da un pò… Sono ormai 5 anni che lavoro lì, mi conoscono e di fatto farò lo stesso lavoro che facevo prima, non cambio nemmeno ufficio. Cambio semplicemente “padrone”. Prima ero personale esterno, adesso farò parte integrante dei dipendenti. Tutto come prima, o quasi.

Innanzitutto rinuncio alla flessibilità negli orari. Entrare tardi al mattino e recuperare il pomeriggio mi piaceva parecchio, ma stava diventando una brutta abitudine. E’ già da un pò che faccio fatica ad addormentarmi ed il fatto di poter entrare più tardi stava diventando una bella scusa per rimanere alzato la notte. Il mattino spesso saltavo la colazione – cosa che diabeticamente parlando non è il massimo, per fortuna la lantus aiuta.  Adesso potrò farlo uguale, ma dovrò compilare una marea di carte e permessi e la cosa dovrebbe frenarmi.

Per un pò rinuncio ai trasferimenti. Anche se la voro in una multinazionale con sedi un pò dappertutto, mi hanno esplicitamente detto che dovrò stare a Torino per almeno qualche anno ancora. Il progetto di tornare vicino casa è per il momento rimandato..

Da un punto di vista retributivo, qualcosa ci ho guadagnato ma poca roba. Fosse stato solo per i soldi, non ne sarebbe valsa la pena. Avendomi preso per 5 anni come personale esterno, sapevano esattamente quanto venivo pagato e non ho potuto fare leva sull’argomento. Almeno mi pagano il mancato preavviso. Per il resto, avrò accesso a formazione, un pc portatile per lavoro come si deve, e qualche semplificazione sulle scartoffie… o almeno è quello che spero.

Facendo i conti, il baratto sembra lievemente a favore per il cambiamento. Non come avrei sperato, ma pur sempre un passo avanti. Almeno, se il progetto in cui lavoro ora verrà cancellato (cosa probabile visto l’andazzo), non dovrò cambiare lavoro. Però dopo 5 anni lì da esterno ho capito come trattano le persone, francamente mi ero un pò stancato e mi stavo già guardando attorno.

Spero che le cose cambino un pò, ora che sono ufficialmente un dipendente. Il fatto che mi abbiano dato comunque 2 mesi di prova e non mi abbiano invitato alla festa dei neoassunti fa comunque capire quanto ci tengano al sottoscritto. D’altro canto una cosa a cui dò loro atto è il non aver mai fatto problemi per il diabete.

Insomma, si vedrà. Io intanto segno tutto.

All’ospedale Maria Vittoria di Torino.

Giovedì mattina in due ore sono riusciti a farmi prelievo, fondo oculare, elettrocardiogramma e check della neuropatia (detto anche test del solletico). Uaz che efficienza, ed ho pure trovato gente simpatica.

E la settimana prossima c’è la visita medica… Uddiu.

La Giornata Mondiale del Diabete.

Torino sto weekend era il solito trantran, ed anche un pò tunzbangsplat. Complice il bel tempo, c’era il pienone di gente per le strade. Giocolieri, suonatori, attivisti dei diritti umani, pure i ballerini di taranta ho trovato. Ma i chioschetti con gli opuscoli sul diabete ed i monumenti illuminati di blu no.

Vabbè saranno in un altra piazza – ho pensato. Continuo il giro, poi torno a casa e controllo su internet… wow. La fantomatica  campagna di informazione sul diabete a Torino si è svolta all’ospedale valdese e negli ambulatori di diabetologia.  Eccerto perchè è ben noto che il cittadino medio da informare, quando esce il sabato o la domenica, va a fare shopping al reparto ustionati o prende un caffè in terapia intensiva…

Non commento ulteriormente questa cosa perchè magari mi sbaglio e c’era veramente qualche piazza allestita e non indicata.  O forse è il sintomo che le associazioni di diabetici a torino abbiano qualche problema, e non è bello lamentarsi  su persone che si fanno il mazzo in quattro per gli altri.

Più che altro riflettevo sull’utilità effettiva di una manifestazione del genere, dal punto di vista di un diabetico tipo1. Si perchè la Giornata Mondiale del Diabete è, per ovvi motivi, rivolta ai diabetici tipo2.  La (poca) campagna di informazione che viene fatta dà risalto ai problemi del tipo2 – giustamente, visto che loro sono di più.

 

Non me ne vogliano i cugini tipo2, ma io ho sempre ritenuto il diabete “giovanile” una condizione completamente diversa, da tutti i punti di vista…  sintomi, cure ed impatti sulla vita del diabetico.  Vorrei tanto stringere la mano a quell’ingelligentone che ha messo assieme due patologie differenti sotto lo stesso nome.

Poi vedo sul sito della Giornata Mondiale del Diabete un link a Previeni il diabete , e mi viene l’orticaria. Vallo a dire ai fortunati diabetici insulinodipendenti che per prevenire il diabete basta adottare uno stile di vita sano, alimentazione equilibrata e sport. Gente che un mese prima apparentemente era sanissima ed il mese dopo si ritrova in chetoacidosi con 10Kg in meno.

Quella frase buttata lì senza fare distinguo diventa cattiva informazione.  Per carità, sarà anche scientificamente dimostrato per il tipo2, ma per il tipo1 è assolutamente senza senso. Senza contare che è di una ovvietà sconfortante. Come livello di informazione  siamo poco sopra di “Campa cavallo che l’erba cresce”  e poco sotto di “una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Io proporrei di cambiare nome al tipo1. Uno qualunque va bene, così avrò una Giornata Mondiale dedicata alla mia strana malattia. Il 14 Novembre francamente non mi riguarda.

torta-215x300Non mi piacciono. 

Sono la dimostrazione che le cose si ripetono uguali nel tempo, eppure ogni volta tocca fare i conti sul perchè certe cose vadano sempre allo stesso modo. Uno si guarda un pò indietro, e Se va bene trova un pò di cose che avrebbe potuto fare meglio. Fosse possibile. Se va male non si trova nulla, zero. Ed il giorno dopo si torna alla solita vita.

Oggi compio 31 anni. Facendo un riassunto breve della mia vita, poche cose fatte, tante iniziate, una marea lasciate stare ed altrettante in cantiere. Come l’anno scorso, ma ogni volta con una nota lievemente diversa. Lunedì mi chiama l’ufficio del personale, e dopo 5 anni di offload – tra parentesi, è un modo gentile per indicare un consulente pagato meno di un dipendente - forse mi assumono. Forse, eh.  Simavediamoleièunottimocandidatomanonèsicuro, etc.. etc..  O regalo o pacco.  Boh.

Visto che non mi faccio mancare nulla compio anche 20 anni di diabete.  Traguardo? Francamente, io mi sento al via mentre gli altri sono partiti da un pezzo. Dopo tante occasioni che mi sono fatto passare avanti per via di come ho affrontato questa strana malattia, ho l’impressione di non essere neanche maggiorenne  e di guidare una 500 senza patente in mezzo ad una gara di formula 1.

Festeggiare? Amareggiarmi? Non saprei. Forse è meglio combattere. Sgrunt.

Halloween ZuccaCredo ormai di aver battuto il mio record di velocità nella sezione “organizzazione vacanza”.

Era da una settimana che un pò di amici mi chiedevano di raggiungerli per una birretta per sabato sera 31 Ottobre. Con il piccolo particolare che il locale si trova a a  Roma.

Inutile dire che il venerdì mattina ancora non avevo nè un mezzo di trasporto nè una sistemazione per la notte, nè tantomeno ero convintissimo di voler partire. “Chi me lo fa fare?” mi rimbalzava nella scatola cranica semivuota, considerando che dopotutto si trattava di gente conosciuta su internet. Oltretutto la settimana era passata all’insegna dello schiavismo più assoluto sul posto di lavoro ed i piani per una partenza il venerdì sono sfumati sotto l’ombra di una nota tecnica da prepare al volo.

Poi, incredibilmente, in un solo giorno ho trovato: a) posto in aereo b) bed&breakfast a prezzo abbordabile e c) una voglia irrefrenabile di cambiare aria.  Con buona pace dell’organizzazione pianificata al millisecondo “diabetic style”.

Così, dopo aver abbandonato il grigiume nebbioso di Torino, mi ritrovo catapultato a Roma Fiumicino in un sabato mattina primaverile con solo lo stretto indispensabile (penne, aghetti, documenti & ricambio).

Il viaggio in treno per Roma Termini è stato allietato dalla presenza di una americana, che per l’occasione chiamo Texas, con vaghe tendenze spogliarellistiche. Prima di sedersi infatti si toglie giacca, poi maglione, ed infine camicia, rimanendo solo in una maglia aderente che lascia poco all’immaginazione.  E poi dicono che non conviene prendere il treno… ;)

Roma

Roma Piazza Venezia

Roma di per sè è una città caotica, più o meno come un girone dantesco. Ma è anche bellissima. Arrivo a Roma termini, e prendo un autobus per raggiungere il Bed&Breakfast. Nell’arco di quattro fermate vedo alternarsi  torrioni medioevali, piazze e fontane stupende. Un sacco di gente.

Il B&B si trova a Porta Pia e fa il suo dovere: una cameretta singola, bagno in condivisione, vista sul muro del palazzo di fronte. Per 40 euro è già tanto che non mi abbiano messo in una cuccia assieme al cane. La tipa è gentilissima, mi spiega tutto e mi dà le chiavi della stanza.

Tempo nemmeno di sistemarmi ed ecco lo squillo del cellulare. E’ Marco, romanaccio doc che mi invita a passare il pomeriggio con loro. “Ahò, vai a’ Piazza Venezia, pija il 44…” seguono tremila indicazioni ed io non ho nemmeno una penna.  No organizzazione, no penna. Ok, vado giù, faccio un pò di spesa e mi compro una bella mappetta di Roma. Dopo un corso accelerato di reti stradali, inizio una piccola odissea che mi porta dall’altro capo di roma.

Incontrare gente che hai conosciuto su internet è sempre un’incognita. Non sai mai chi ti aspetti dietro una voce o una frase scritta sul monitor… E così ti scopri Kekko, praticamente il fratello gemello di Bud Spencer ma 10 volte più simpatico. Diego, un napoletano doc con la fama da latin lover. Giordano, uno che a sentirlo sembra avere 40anni e poi è un piccolo furbetto. Manuele, che è riuscito a creare e gestire una community di trentenni quando lui di anni ne ha molti di meno.  Troppo brava gente.

Immagine 007La serata ha compreso una bella cena da Rossopomodoro e poi ritrovo al Bandana Republic con il resto della truppa. Risate, bevute & divertimento, poi proseguito dopo cena in giro per una roma piena di dark travestiti da gente seria, gente normale vestita da vampiri e metallari vestiti da metallari. In pratica come Torino in una giornata qualunque.

Diabeticamente parlando, ho da segnalare una bello ipo al pomeriggio – evidentemente, nonostante abbia abbassato l’insulina a pranzo, le due focacce all’areoporto erano più leggere del previsto. E pure  8 euro mi hanno fatto pagare, ‘tacci loro. L’ipo mi ha colto nel B&B, e pure un pò impreparato visto che non avevo nulla da mangiare. Ne ho approfittato per fare incetta di merendine nell’alimentari giusto nel palazzo accanto.  A cena tutto ok, la notte un pò meno grazie anche a quei dannati locali che hanno i bagni impraticabili o stranamente assenti  (O.o).  Gira e rigira faccio la lantus alle 3 di notte… forse era meglio farla prima di uscire dal Bandana.  Scrib scrib, segnato per la prossima volta. Al mattino ero un mezzo straccio, con la gentile collaborazione delle due birre e mezzo della sera prima. Per completare il quadretto, glicemia alta. Sgrunt.

Faccio colazione e parto a razzo per l’areoporto.. chissà come mai mi ricordavo il ritorno al pomeriggio quando sul biglietto c’era bello scritto 11:45. Chiedo al tassista se ce la facciamo in mezz’ora ad arrivare a Fiumicino.

“Ce potemo provà” mi fa. – tra paratentesi, quanto mi piace il dialetto romano -

“Provamose” gli rispondo io, in un inutile tentativo di replicare l’accento.

Risultato: I primi 10 minuti fermi nel traffico, gli altri 15 a 140Km ora sulla tangenziale… Però devo dire che è stato di parola. Dopo aver risistemato i miei cari organi interni che si erano un pò mescolati, gli dò anche la mancia. Mi fiondo al check-in ed al controllo bagagli…  Zero coda, mi sento un miracolato. Poi salgo sull’aereo e – ZAK! – c’è da sostituire l’aeromobile per chissà quale guasto.  Vabbè, me la prendo comoda ed ho tempo di mangiare.

Per fortuna si riparte solo dopo un’oretta. Giornata sempre bellissima, almeno fino a 2 minuti prima dell’atterraggio. Tempo che l’aereo rientra nel nebbione e sono di nuovo a torino… la vacanza è già finita :(

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