Credo ormai di aver battuto il mio record di velocità nella sezione “organizzazione vacanza”.
Era da una settimana che un pò di amici mi chiedevano di raggiungerli per una birretta per sabato sera 31 Ottobre. Con il piccolo particolare che il locale si trova a a Roma.
Inutile dire che il venerdì mattina ancora non avevo nè un mezzo di trasporto nè una sistemazione per la notte, nè tantomeno ero convintissimo di voler partire. “Chi me lo fa fare?” mi rimbalzava nella scatola cranica semivuota, considerando che dopotutto si trattava di gente conosciuta su internet. Oltretutto la settimana era passata all’insegna dello schiavismo più assoluto sul posto di lavoro ed i piani per una partenza il venerdì sono sfumati sotto l’ombra di una nota tecnica da prepare al volo.
Poi, incredibilmente, in un solo giorno ho trovato: a) posto in aereo b) bed&breakfast a prezzo abbordabile e c) una voglia irrefrenabile di cambiare aria. Con buona pace dell’organizzazione pianificata al millisecondo “diabetic style”.
Così, dopo aver abbandonato il grigiume nebbioso di Torino, mi ritrovo catapultato a Roma Fiumicino in un sabato mattina primaverile con solo lo stretto indispensabile (penne, aghetti, documenti & ricambio).
Il viaggio in treno per Roma Termini è stato allietato dalla presenza di una americana, che per l’occasione chiamo Texas, con vaghe tendenze spogliarellistiche. Prima di sedersi infatti si toglie giacca, poi maglione, ed infine camicia, rimanendo solo in una maglia aderente che lascia poco all’immaginazione. E poi dicono che non conviene prendere il treno…

Roma Piazza Venezia
Roma di per sè è una città caotica, più o meno come un girone dantesco. Ma è anche bellissima. Arrivo a Roma termini, e prendo un autobus per raggiungere il Bed&Breakfast. Nell’arco di quattro fermate vedo alternarsi torrioni medioevali, piazze e fontane stupende. Un sacco di gente.
Il B&B si trova a Porta Pia e fa il suo dovere: una cameretta singola, bagno in condivisione, vista sul muro del palazzo di fronte. Per 40 euro è già tanto che non mi abbiano messo in una cuccia assieme al cane. La tipa è gentilissima, mi spiega tutto e mi dà le chiavi della stanza.
Tempo nemmeno di sistemarmi ed ecco lo squillo del cellulare. E’ Marco, romanaccio doc che mi invita a passare il pomeriggio con loro. “Ahò, vai a’ Piazza Venezia, pija il 44…” seguono tremila indicazioni ed io non ho nemmeno una penna. No organizzazione, no penna. Ok, vado giù, faccio un pò di spesa e mi compro una bella mappetta di Roma. Dopo un corso accelerato di reti stradali, inizio una piccola odissea che mi porta dall’altro capo di roma.
Incontrare gente che hai conosciuto su internet è sempre un’incognita. Non sai mai chi ti aspetti dietro una voce o una frase scritta sul monitor… E così ti scopri Kekko, praticamente il fratello gemello di Bud Spencer ma 10 volte più simpatico. Diego, un napoletano doc con la fama da latin lover. Giordano, uno che a sentirlo sembra avere 40anni e poi è un piccolo furbetto. Manuele, che è riuscito a creare e gestire una community di trentenni quando lui di anni ne ha molti di meno. Troppo brava gente.
La serata ha compreso una bella cena da Rossopomodoro e poi ritrovo al Bandana Republic con il resto della truppa. Risate, bevute & divertimento, poi proseguito dopo cena in giro per una roma piena di dark travestiti da gente seria, gente normale vestita da vampiri e metallari vestiti da metallari. In pratica come Torino in una giornata qualunque.
Diabeticamente parlando, ho da segnalare una bello ipo al pomeriggio – evidentemente, nonostante abbia abbassato l’insulina a pranzo, le due focacce all’areoporto erano più leggere del previsto. E pure 8 euro mi hanno fatto pagare, ‘tacci loro. L’ipo mi ha colto nel B&B, e pure un pò impreparato visto che non avevo nulla da mangiare. Ne ho approfittato per fare incetta di merendine nell’alimentari giusto nel palazzo accanto. A cena tutto ok, la notte un pò meno grazie anche a quei dannati locali che hanno i bagni impraticabili o stranamente assenti (O.o). Gira e rigira faccio la lantus alle 3 di notte… forse era meglio farla prima di uscire dal Bandana. Scrib scrib, segnato per la prossima volta. Al mattino ero un mezzo straccio, con la gentile collaborazione delle due birre e mezzo della sera prima. Per completare il quadretto, glicemia alta. Sgrunt.
Faccio colazione e parto a razzo per l’areoporto.. chissà come mai mi ricordavo il ritorno al pomeriggio quando sul biglietto c’era bello scritto 11:45. Chiedo al tassista se ce la facciamo in mezz’ora ad arrivare a Fiumicino.
“Ce potemo provà” mi fa. – tra paratentesi, quanto mi piace il dialetto romano -
“Provamose” gli rispondo io, in un inutile tentativo di replicare l’accento.
Risultato: I primi 10 minuti fermi nel traffico, gli altri 15 a 140Km ora sulla tangenziale… Però devo dire che è stato di parola. Dopo aver risistemato i miei cari organi interni che si erano un pò mescolati, gli dò anche la mancia. Mi fiondo al check-in ed al controllo bagagli… Zero coda, mi sento un miracolato. Poi salgo sull’aereo e – ZAK! – c’è da sostituire l’aeromobile per chissà quale guasto. Vabbè, me la prendo comoda ed ho tempo di mangiare.
Per fortuna si riparte solo dopo un’oretta. Giornata sempre bellissima, almeno fino a 2 minuti prima dell’atterraggio. Tempo che l’aereo rientra nel nebbione e sono di nuovo a torino… la vacanza è già finita