Una delle tante cose che ho fatto in questo periodo di assenza dal blog, probabilmente una delle migliori, è stata prendermi una pausa dai diabetologi.

Una pausa lunga. Molto lunga. Diciamo  un anno.  Roba che un diabetico modello a quest’ora sviene.

Non che la mia vecchia diabetologa non sapesse fare il suo lavoro, anzi.  Ottimo medico, per quanto lo possa essere un diabetologo.  Peccato che fosse simpatica come  un riccio nelle mutande quando vai in bicicletta. Dopo aver litigato per l’ennesima volta su questioni di rinnovo patente, mi ha consigliato di trovarmi un nuovo centro, ed io l’ho presa in parola.

La voglia di trovarmi un nuovo diabetologo però non c’è mai stata, anzi.  Quella dei diabetologi è una categoria che mi ha sempre dato fastidio. Il 90% di essi è costituita da fottuti burocrati che ogni tre mesi ripetono delle affermazioni standard:

  • Fai più autocontrolli. Devi fare 5 controlli al giorno, 31 giorni su 30. Seee, come no. L’autocontrollo ci vuole per non mandarli a cagare. altrochè.  
  • Occhio al cibo/fumo/bere/moto. In genere seguita da una lista di possibili ed orribili complicanze, e conclusa da un rassicurante “Ma non ti preoccupare, un diabetico può avere una vita normale”.  Eccerto, ci manca solo che non posso trombare e poi sarebbe la vita ideale… soprattutto considerando  il fatto che in questo periodo di trombare non se parla.  
  • Prova a modificare la terapia da solo.  E su questo sarei d’accordo al 100%, così siamo contenti entrambi. Io mi gestisco il diabete per conto mio ed il diabetologo si limita a prendere lo stipendio firmando carte. E se qualcosa va male “Eh, ma se prendi iniziative che ci posso fare io”. 

Sta di fatto che, avendo la glicata in decollo e dovendo rifare il piano per la lantus, mi sono detto:  e cambiamo centro. Detto, fatto. 

Beh, più o meno, se escludiamo che la prima visita disponibile era a TRE MESI da quando mi sono prenotato. Come se non bastasse, il 26 giugno, in mezzo al megaponte da 6 giorni.  Non potevo rimandare, naturalmente. Il mio medico di famiglia, che tra l’altro è meglio di molti diabetologi in giro, mi fa gentilmente notare che “No piano, No Lantus, No party”. 

Che due maroni.

Mi capita a volte di staccare la spina. Non capita spesso, in compenso il blackout dura tanto e coivolge buona parte della mia vita. Giri di amicizie, il sax, il blog, tutti  messi bellamente in freezer modello 4 salti in padella.

Mi dedico ad altro, dico.  Stavolta è toccato ad un canale youtube sulla mia musica preferita e giochi online, roba da vero nerd. Trovo nuovi amici e nuovi interessi, poi -click- altro blackout.

Boh mi manca continuità nelle cose… diabete a parte, naturalmente.  Potrei mandarlo affanculo, ma sarei poi costretto a seguirlo :P .  

Vediamo se a sto giro riesco a fare un blog come si deve.

Questa settimana in Sicilia è volata… e domani si riprende il lavoro! Crying

Ho anche avuto l’occasione di fare un esperimento (chiamiamolo così, fa molto professionale Big Grin), cioè saltare la colazione e potrire nel letto fino a pranzo. E ringraziando la Lantus, è stato un buon successo.

4 giorni su sei di poltrita mi sono alzato con glicemie ottime (<180)  nonostante il salto della colazione. Gli altri 2, ed ancora adesso non riesco a spiegarmi bene, invece era intorno ai 270.

Probabilmente  mi ha aiutato anche il fatto di aver fatto qualche lavoretto in campagna durante il pomeriggio… potare e passare la motozappa sono un’ottima attività fisica! ;)

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La mia gatta in compenso si è divertita a prendermi per il culo per tutto il tempo in cui lavoravo, rotolandosi per terra e crociolandosi al sole… tra parentesi c’era un tempo stupendo…

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Voglio andare a mare!  Island with a palm tree

Le vacanze si avvicinano.. sole, mare, montagna, città d’arte, ecco che si comincia a programmare un periodo di relax. Il ponte del primo maggio è solo un assaggio!

Ecco un pò di consigli per chi, oltre a portarsi appresso figle/moglie/morosa o rispettivi maschili, va in vacanza col diabete tipo1.

 

In Generale

Si parte… all’avventura? Si può ma con un paio di accorgimenti per evitare brutte sorprese e di rovinarsi il divetimento.

  1. Portatevi l’insulina. Può sembrare lapalissiano, ma questo è il minimo sindacale per una vacanza senza corse in ospedale :D . Studiatevi bene la quantità di insulina che vi serve e calcolate anche il caso peggiore in cui vi si rompano delle fiale/penne.  Mettete tutto in una scatola o in sacchetto di plastica trasparente (vedi sezione viaggi aerei) e tenetevela nel vostro beauty/borsa da viaggio o bagaglio a mano. Io per sicurezza tengo sempre un paio di penne e qualche ago nella giacca o nella tasca dei pantaloni in modo che ho qualche giorno di “autonomia” nella possibilità (remota) che mi freghino le borse a mano.
  2. Portatevi la tessera sanitaria, quella con la bandiera europea a tessera magnetica. E’ indispensabile per garantirvi l’assistenza medica d’urgenza nei paesi convenzionati con l’Italia. La tessera sostituisce i vecchi moduli E111 e E111B, E110, E128 e E119 per chi viaggia all’interno della Comunità Europea. Per una lista completa dei paesi convenzionati ecco il link: http://www.ministerosalute.it/assistenzaSanitaria/paginaInternaMenuAssistenzaSanitaria.jsp?id=957&menu=italiani
  3. Se viaggiate verso un paese non convenzionato, o per motivi diversi dal lavoro/studio/turismo, allora occhio che le spese sanitarie sono a vostro carico. Quindi eventuali insulina, visite o ricoveri li pagate di tasca vostra. Sarebbe buona cosa munirsi di un’assicurazione per la durata del viaggio… se non fosse per il fatto che molte assicurazioni si rifiutano di assicurare un diabetico per via dell’”alto rischio” (ma dove!?) che comporta.  Molte compagnie di viaggi o aeree propongono delle assicurazioni, ma occhio che coprono solo i costi relativi alle emergenze. In genere hanno una clausola che escude ogni rimborso per patologie preesistenti.
  4. GlucometroPortatevi il glucometro e strisciette sufficienti per il viaggio. Anche se non indispensabile, aiuta parecchio a capire cosa succede alle vostre glicemie.. specie quando andate in un ristorante indiano o tedesco e non avete la più pallida idea di cosa state mangiando :P ! Occhio che alcuni glucometri sballano se la temperatura scende o sale troppo… ma in genere vi avvertono quando questo accade.
  5. Portatevi un certificato del diabetologo, in italiano e nella lingua del paese che andate a visitare (o semplicemente in inglese), attestante la patologia diabetica e la terapia attualmente in uso. Può essere utile all’aereoporto ed in generale in caso di problemi.

Conservazione dell’insulina

L’insulina regge bene a temperatura ambiente, quindi dove state bene voi sta bene anche l’insulina.  Le penne garantiscono un buon isolamento termico, ma occhio alle condizioni limite.

  • Non lasciate l’insulina sotto il sole troppo a lungo. Tipo, scordarsela dentro la macchina posteggiata in una giornata d’agosto. Se ve la portate a mare, basta tenerla dentro la sacca vicino (non dentro) la ghiacciaia. In alternativa si possono usare dei contenitori ad alto isolamento termico o dei contenitori appositamente studiati, tipo quelli di Frio (http://www.progettodiabete.org/clinica/d7_13_frio.html)
  • Allo stesso modo, evitate di lasciare l’insulina fuori al freddo troppo a lungo. Tipo, scordarsela in auto in una giornata di neve. Se ve la portate a sciare, basta tenerla dentro la giacca a vento.
  • Se alloggiate in albergo, potete chiedere di tenere l’insulina in frigo (anche non in camera). Io l’ho fatto spesso e gli albergatori si sono sempre mostrati disponibili.

Viaggi aerei

I viaggi in aereo sono comodi, ma con ’sta storia dei controlli vi possono fare storie.

Innanzitutto è bene sapere già da subito che l’insulina va trasportata col bagaglio a mano. E non solo perchè la valigia ve lo possono mandare per sbaglio a Calcutta… ma soprattutto perchè le stive degli aerei speso non sono termoregolate, con temperature che possono andare anche parecchi gradi sotto zero durante il viaggio. L’insulina poi sarebbe da buttare.

Poi è bene essere informati. Le norme attuali limitano il trasporto di liquidi ad una quantità massima di 100 ml per confezione fino ad un massimo di 1 l all’interno di un sacchetto trasparente. Quello che pochi sanno che i medicinali ed i prodotti dietetici NON sono inclusi in questa regola. Vedi anche il seguente link : http://www.enac-italia.it/SecurityInformative/Informativa.htm.

Quindi posso portarmi appresso tutte le medicine che voglio. In ogni caso, per velocizzare eventuali controlli, conviene mettere l’insulina in un sacchetto trasparente.

Il secondo punto è: Posso fare passare l’insulina attraverso i raggi X?

Qui i pareri sono contrastanti.. le case farmaceutiche dicono che in condizioni normali l’insulina regge il passaggio sotto i raggi X, ma non si prendono responsabilità nel caso in cui l’insulina smettesse di fare il suo lavoro dopo l’”irradiazione”. Io ho sempre viaggiato parecchio per motivi di lavoro, ed ho fatto passare tutto sotto il nastro, senza mai avere problemi…. ma non si può mai dire.

http://www.lillydiabetes.com/product/insulin_faqs.jsp?reqNavId=5.10#q2

http://www.diabetesaustralia.com.au/conquest/0304-xray-exposure.htm

Comunque se andate diretti al controllo e pretendete di non far passare l’insulina, i vigilanti come minimo vi rimandano al check-in.  Se non volete far passare l’insulina o il micro sotto ai raggi, bisogna pensarci prima. Ecco come:

  1. Procuratevi un certificato del diabetologo attestante la malattia e la necessità di tenerla sempre con voi. Un esempio in varie lingue lo trovate qui: http://www.progettodiabete.org/indice_ie1000.html?clinica/d8_1.html
  2. Quando fate il check-in, fate presente la condizione di diabetico e mostrate il certificato. Chi vi fa la carta d’imbarco vi metterà un codice speciale che verrà riconosciuto dai vigilanti.
  3. Andate al controllo e fate presente alla guardia che l’insulina/micro non possono passare sotto ai raggi e mostrate la carta d’imbarco ed il certificato del diabetologo. Il micro vi conviene staccarlo un attimo prima di passare sotto al metal detector.. sennò scatta pure la perquisizione!

Questo metodo vi consente di evitare troppe discussioni, ma dovete per forza fare il check-in. Con il check in elettronico, dovete per forza far passare tutto ai raggi.

Se qualcosa va storto

Se, nonostante le precauzioni, qualcosa va storto e avete bisogno urgente di insulina, conviene innanzitutto rivolgersi ad un personale medico.

Se siete in Italia, in base alla nuova normativa, potete farvi anticipare l’insulina direttamente dalle farmacie se avete con voi un certificato del diabetologo che attesta la patologia e la terapia. Sempre in Italia, qualunque medico può farvi una ricetta per l’insulina.

Se siete all’estero, conviene rivolgersi ad un pronto soccorso locale e spiegare la situazione. Portatevi la tessera sanitaria ed il certificato del diabetologo. In base al paese in cui siete, potrebbero farvi pagare l’insulina o ricoverarvi per un day hospital.

Link utile: http://www.progettodiabete.org/indice_ie1000.html?clinica/d8_4.html

In sostanza

Una bella vacanza è quello che ci vuole… non fatevi intimorire dalla burocrazia, con un paio di precauzioni, si possono risparmiare mal di testa, attese inutili e litigi. Buon Viaggio!

Panorama dalla finestra

W il ponte lungo! Con 3 giorni di ferie me ne faccio 10 ^_^. Allora mi sono detto “approfittamone” e me ne sono tornato a casa dai miei in Sicilia.

Potevo forse organizzarmi meglio.. ho prenotato all’ultimo momento ed ho pure perso il volo. Risultato: mi è toccato passare una giornata buona all’aereporto ed arrivare a casa all’una di notte. Sgrunt.

Ma adesso sono qua… Un bel sole, silenzio & tanti gatti mi accolgono quando mi sveglio, cioè a mezzogiorno! E’ stata la mia prigione d’infanzia per anni, adesso è un pò la residenza estiva. Strano come cambiano le cose…

A volte odio le grandi città.

Trovi di tutto, hai tutto a portata di zampa… e spesso nemmeno lo sai! Angry

Ed ecco che dopo 10 anni che vivo a Torino scopro che a due passi da casa mia c’è nientepopodimenoche il MUSEO DEL DIABETE.

Non vi preoccupate, niente torte mummificate o antichi gianduiotti del secolo scorso, ma un archivio di testi, documenti e veri e propri reperti (tipo i vecchi glucometri Big Grin)riguardanti questa patologia che, pochi lo sanno, sembra avere origini antichissime.

Il museo si trova presso:

Associazione Karen Bruni Böcher
via Beaumont 72
Torino

Ed ecco il sito in cui si può trovare una versione ristretta della storia del diabete.

http://www.museodeldiabete.com/

Dove storie ed aneddotti di ricercatori si mescolano con scenari mondiali di guerra, grandi scoperte e piccoli passi avanti….

La storia è anche questo Winking

Tutto inizia due settimane fa, circa. Ore 1:00, di notte.

Io, impegnato a preparare le valigie per una trasferta di lavoro (Olanda, yuppiee!), lascio la tv accesa. Tra un vestito e l’altro, faccio zapping tra film anni ‘30, media shopping e donnine seminude con sovraimpressione un numero 899.

285_104914Mi fermo su raiuno, con Gigi Marzullo che ha appena iniziato una delle sue interviste. Mi colpisce subito l’intervistata, una ragazza dai capelli castani che non guarda mai la telecamera. Il suo sguardo rivolto direttamente all’intervistatore, leggermente piegato sul lato, dalla telecamera sembra quasi ripresa di 3/4. Ha un sorriso raggiante, gli occhi furbi. Dal discorso, mi sembra di capire che è una specie di attrice.

Qual’è la sua prospettiva?

Domanda da Marzullo, indubbiamente… La valigia intanto invoca pietà, è già a pieno carico ed ho un cappotto ed un vestito buono da far entrare, possibilmente senza portarmi dietro un rimorchio.

Suo papà voleva questo mestiere?

Lascio su raiuno ed inizio un trade-off mentale. Meglio togliere una camicia o una maglia? Come da copione, scelgo entrambe. Tanto non sarei mai riuscito a chiudere tutto nemmeno sotto una pressa.

In realtà credo di essere cresciuta in fretta prima di questa esperienza, perchè.. io.. ho avuto il diabete all’età di 12 anni e questo…

Mi blocco. L’ho sentito veramente? Ha detto diabete?  Non è che in realtà sto dormendo sul divano?

Raccolgo i pezzi di mascella da terra e mi catafiondo davanti alla tv. Lei, con un velo di imbarazzo che non riesce a scalfire quel bel sorriso, sta parlando di diabete. Di insulina. Di iniezioni. Parla di come le abbia cambiato la vita, di come lo ha affrontato.

Marzullo è forse più in imbarazzo di lei. Riconosco il tipico atteggiamento di chi è testimone di una confessione di un segreto privato, curioso e terrorizzato allo stesso tempo.

Lei continua, commenta sue vecchie foto e ascolta una canzone, ogni tanto si mordicchia il labbro inferiore. Arriva la domanda marzulliana per eccellenza, “Si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Lei punta in alto.

Spesso mi domando il senso della vita. Checov, a questa domanda, tirava fuori una carota e diceva “Che senso ha questa?”

Marzullo, che non ha capito una benemerita e con la faccia di uno che non aspetta altro che chiudere, le chiede se allora ’sta vita avesse un senso. Lei lo vaporizza con un sorriso:

Non importa… La vita bisogna prima giocarla, il senso poi si capisce alla fine, forse.

Bella, furba e con uscita ad effetto. Peccato che non abbia i capelli rossi, altrimenti ero già cotto. Una domanda si fa strada quasi di conseguenza… ma come cazz si chiama!?

Marzullo sembra avere pietà di me e prima di chiudere dispensa un “Buonanotte, Alice Torriani”.

 

A distanza di due settimane, ho trovato il video dell’intervista sul sito rai:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiUno-Sottovoce%5E7%5E73417,00.html

A proposito di patente, gli ultimi anni hanno portato parecchie novità a proposito del diabete. Chi come me ha dichiarato di essere diabetico alla richiesta/rinnovo della patente, sa bene che spesso e volentieri si è costretti a passare davanti alla Commissione Medica.

Pochi ancora sanno che nel 2006 è uscito una circolare del Ministero della Sanità che stabilisce le nuove linee guida per il rinnovo della patente e che potete trovare al seguente link:

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_normativa_785_allegato.pdf

La circolare, sebbene scritta in politichese, stabilisce che il diabetologo ha a tutti gli effetti lo stesso potere decisionale della commissione medica. Attraverso un apposito modulo, il diabetologo può certificare lo stato di compenso ed il periodo di rinnovo della patente… e questo diventa un documento ufficiale per il rinnovo.

E’ stato pure modificato il Codice della Strada ed in particolare l’articolo 119, che riguarda direttamente gli affetti da patologie “invalidanti” (odio questa parola).

http://www.trasporti.gov.it/page/NuovoSito/site.php?p=normativa&o=vd&id=676&id_dett=1908&id_cat=34

Segnalo in particolare:

Comma 2. L’accertamento dei requisiti fisici e psichici, tranne per i casi stabiliti nel comma 4, è effettuato dall’ufficio della unità sanitaria locale territorialmente competente, cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale. L’accertamento suindicato può essere effettuato altresì da un medico responsabile dei servizi di base del distretto sanitario ovvero da un medico appartenente al ruolo dei medici del Ministero della salute, o da un ispettore medico delle Ferrovie dello Stato o da un medico militare in servizio permanente effettivo o da un medico del ruolo professionale dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico del ruolo sanitario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o da un ispettore medico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. In tutti i casi tale accertamento deve essere effettuato nei gabinetti medici.

Comma 2-bis.L’accertamento dei requisiti psichici e fisici nei confronti dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie, è effettuato dai medici specialisti dell’unità sanitaria locale che indicheranno l’eventuale scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medico cui è subordinata la conferma o la revisione della patente di guida (1).

Comma 3. L’accertamento di cui al comma 2 deve risultare da certificazione di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda per sostenere l’esame di guida. (2).

Comma 4. L’accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato da commissioni mediche locali costituite in ogni provincia presso le unità sanitarie locali del capoluogo di provincia, nei riguardi:

[...]

d-bis) dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e sottocategorie. In tal caso la commissione medica è integrata da un medico specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla specifica patologia sia ai fini dell’espressione del giudizio finale (1).

Riassumendo, nel caso di patente A e B le regole le stabilisce l’asl di appartenenza (cioè la Regione alla fine) mentre per le patenti C, D si passa comunque dalla Commissione Medica. In ogni caso si può fornire il certificato del diabetologo per facilitare la procedura.

Alcune regioni permettono di evitare la visita in commissione (basta andare con il certificato del diabetologo alla scuola guida), altre invece ti fanno pagare per una visita di 2 minuti esatti in cui basta mostrare il certificato e vai a casa (regione a caso, il Piemonte! Raised Eyebrow). INFORMATEVI NELLA VOSTRA REGIONE!

Ecco alcuni consigli sparsi:

  1. Quando il rinnovo si avvicina, è bene chiedere al centro diabetologico alcuni esami importanti tipo Fondo oculare e glicata. Questi esami sono gratuiti se ve li chiede il centro, mentre sono a pagamento se ve li chiede la commissione.
  2. Le liste d’attesa in commissione sono spesso lunghe, prenotate almeno un paio di mesi prima della scadenza.
  3. Nel caso di patente nuova, il certificato è necessario per ottenere il foglio rosa. Occhio che se dovete rifare il foglio rosa, ci vuole un’altro certificato.

Per quanto riguarda la durata del rinnovo, si applica l’art. 126 del codice della strada:

Comma 4. L’accertamento dei requisiti previsti dall’art. 119, comma 1, per la guida dei motoveicoli e degli autoveicoli di cui all’art. 116, comma 8 e 8-bis, deve essere effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione della conferma di validità della patente di guida. Detto accertamento deve effettuarsi con cadenza biennale nei confronti di coloro che abbiano superato i sessantacinque anni di età ed abbiano titolo a guidare autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, autotreni e autoarticolati, adibiti al trasporto di cose, la cui massa complessiva a pieno carico non sia superiore a 20 t, e macchine operatrici (1).
Comma 4-bis. Per i soggetti affetti da diabete trattati con insulina gli accertamenti di cui all’articolo 119, comma 4, lettera d-bis), sono effettuati ogni anno, salvo i periodi più brevi indicati sul certificato di idoneità (2).

Quindi, per chi ha la patente A e B al massimo è 5 anni, mentre per chi ha la patente C e D al massimo è 1 anno.

Altra alternativa da furbetto del quartiere è quella di non dichiarare il diabete all’atto del rinnovo/richiesta della patente. Ma noi italiani siamo gente onesta, no? … NO!?  

 

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