Halloween ZuccaCredo ormai di aver battuto il mio record di velocità nella sezione “organizzazione vacanza”.

Era da una settimana che un pò di amici mi chiedevano di raggiungerli per una birretta per sabato sera 31 Ottobre. Con il piccolo particolare che il locale si trova a a  Roma.

Inutile dire che il venerdì mattina ancora non avevo nè un mezzo di trasporto nè una sistemazione per la notte, nè tantomeno ero convintissimo di voler partire. “Chi me lo fa fare?” mi rimbalzava nella scatola cranica semivuota, considerando che dopotutto si trattava di gente conosciuta su internet. Oltretutto la settimana era passata all’insegna dello schiavismo più assoluto sul posto di lavoro ed i piani per una partenza il venerdì sono sfumati sotto l’ombra di una nota tecnica da prepare al volo.

Poi, incredibilmente, in un solo giorno ho trovato: a) posto in aereo b) bed&breakfast a prezzo abbordabile e c) una voglia irrefrenabile di cambiare aria.  Con buona pace dell’organizzazione pianificata al millisecondo “diabetic style”.

Così, dopo aver abbandonato il grigiume nebbioso di Torino, mi ritrovo catapultato a Roma Fiumicino in un sabato mattina primaverile con solo lo stretto indispensabile (penne, aghetti, documenti & ricambio).

Il viaggio in treno per Roma Termini è stato allietato dalla presenza di una americana, che per l’occasione chiamo Texas, con vaghe tendenze spogliarellistiche. Prima di sedersi infatti si toglie giacca, poi maglione, ed infine camicia, rimanendo solo in una maglia aderente che lascia poco all’immaginazione.  E poi dicono che non conviene prendere il treno… ;)

Roma

Roma Piazza Venezia

Roma di per sè è una città caotica, più o meno come un girone dantesco. Ma è anche bellissima. Arrivo a Roma termini, e prendo un autobus per raggiungere il Bed&Breakfast. Nell’arco di quattro fermate vedo alternarsi  torrioni medioevali, piazze e fontane stupende. Un sacco di gente.

Il B&B si trova a Porta Pia e fa il suo dovere: una cameretta singola, bagno in condivisione, vista sul muro del palazzo di fronte. Per 40 euro è già tanto che non mi abbiano messo in una cuccia assieme al cane. La tipa è gentilissima, mi spiega tutto e mi dà le chiavi della stanza.

Tempo nemmeno di sistemarmi ed ecco lo squillo del cellulare. E’ Marco, romanaccio doc che mi invita a passare il pomeriggio con loro. “Ahò, vai a’ Piazza Venezia, pija il 44…” seguono tremila indicazioni ed io non ho nemmeno una penna.  No organizzazione, no penna. Ok, vado giù, faccio un pò di spesa e mi compro una bella mappetta di Roma. Dopo un corso accelerato di reti stradali, inizio una piccola odissea che mi porta dall’altro capo di roma.

Incontrare gente che hai conosciuto su internet è sempre un’incognita. Non sai mai chi ti aspetti dietro una voce o una frase scritta sul monitor… E così ti scopri Kekko, praticamente il fratello gemello di Bud Spencer ma 10 volte più simpatico. Diego, un napoletano doc con la fama da latin lover. Giordano, uno che a sentirlo sembra avere 40anni e poi è un piccolo furbetto. Manuele, che è riuscito a creare e gestire una community di trentenni quando lui di anni ne ha molti di meno.  Troppo brava gente.

Immagine 007La serata ha compreso una bella cena da Rossopomodoro e poi ritrovo al Bandana Republic con il resto della truppa. Risate, bevute & divertimento, poi proseguito dopo cena in giro per una roma piena di dark travestiti da gente seria, gente normale vestita da vampiri e metallari vestiti da metallari. In pratica come Torino in una giornata qualunque.

Diabeticamente parlando, ho da segnalare una bello ipo al pomeriggio – evidentemente, nonostante abbia abbassato l’insulina a pranzo, le due focacce all’areoporto erano più leggere del previsto. E pure  8 euro mi hanno fatto pagare, ‘tacci loro. L’ipo mi ha colto nel B&B, e pure un pò impreparato visto che non avevo nulla da mangiare. Ne ho approfittato per fare incetta di merendine nell’alimentari giusto nel palazzo accanto.  A cena tutto ok, la notte un pò meno grazie anche a quei dannati locali che hanno i bagni impraticabili o stranamente assenti  (O.o).  Gira e rigira faccio la lantus alle 3 di notte… forse era meglio farla prima di uscire dal Bandana.  Scrib scrib, segnato per la prossima volta. Al mattino ero un mezzo straccio, con la gentile collaborazione delle due birre e mezzo della sera prima. Per completare il quadretto, glicemia alta. Sgrunt.

Faccio colazione e parto a razzo per l’areoporto.. chissà come mai mi ricordavo il ritorno al pomeriggio quando sul biglietto c’era bello scritto 11:45. Chiedo al tassista se ce la facciamo in mezz’ora ad arrivare a Fiumicino.

“Ce potemo provà” mi fa. – tra paratentesi, quanto mi piace il dialetto romano -

“Provamose” gli rispondo io, in un inutile tentativo di replicare l’accento.

Risultato: I primi 10 minuti fermi nel traffico, gli altri 15 a 140Km ora sulla tangenziale… Però devo dire che è stato di parola. Dopo aver risistemato i miei cari organi interni che si erano un pò mescolati, gli dò anche la mancia. Mi fiondo al check-in ed al controllo bagagli…  Zero coda, mi sento un miracolato. Poi salgo sull’aereo e – ZAK! – c’è da sostituire l’aeromobile per chissà quale guasto.  Vabbè, me la prendo comoda ed ho tempo di mangiare.

Per fortuna si riparte solo dopo un’oretta. Giornata sempre bellissima, almeno fino a 2 minuti prima dell’atterraggio. Tempo che l’aereo rientra nel nebbione e sono di nuovo a torino… la vacanza è già finita :(

decisioniMartedì, Ore 11: In pausa, parlo con Claudio, amico & collega.
“Cla, che mi racconti di bello?”
(con il suo solito accento romano) Ahò, chettedevodì, le solite cose… Documenti,  riunioni, a gennaio me ne vado due anni in Olanda..”
Tonfo di mascella a terra. “Eeeeh!?” - Segue sequela infinita di domande

Morale della favola:  lascia moglie e figlia a Torino e si fa trasferire due anni in Olanda.  Anvedi…

Ore 19:30, sempre Martedì. Se’ mi chiama e mi fa:
“Pacco, controlla la mail!”
Io, che in questi giorni non ho avuto tempo nemmeno di respirare “Che c’è?”
“Volevo organizzare una serata in pizzeria…”
Ah, ok.  Solita uscita.
“…anche perchè Ale se ne va in Cile”
Mascella a terra.  E due. “Eeeeh!?” - Segue stessa sequenza di domande del mattino

Morale della favola:  Ale lascia lavoro & famiglia e va dalla neoragazza cilena senza dire un cazzo se non 5 giorni prima di partire…

Uaz. Doppia partenza in un solo giorno… Deve essere un nuovo tipo di influenza aviaria!
Ma la cosa che mi colpisce di più, a parte il dispiacere per persone che comunque sai che non rivedrai per molto tempo, è che mi ritrovo anche ad invidiarli. Perchè per fare ste scelte ci vuole coraggio. Molli tutto quello che hai, brutto quanto vuoi ma sicuro, e ti fiondi in una nuovo ambiente con tutte le difficoltà annesse & connesse.

Io avrei fatto la stessa cosa? Si, probabilmente.  Ma anche no, probabilmente.  Boh, non lo so (sempre probabilmente).

E’ già da giugno che l’influenza A (H1N1) viene considerata dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità come malattia pandemica. In quella data si è passati allo stato di allerta 6 (il più alto), con tanto di bombardamento mediatico sui rischi di infezione, uso di mascherine, vaccinazione preventiva, etc.. ect…

Pandemic

Uno come me che guarda molti film e tv già si immagina il centro di controllo dell’OMS, le sirene che suonano, i militari che corrono da una parte all’altra con maschere anticontaminazione, i generali riuniti nella stanza dei bottoni che preparano una quarantena a livello mondiale.

Poi torno alla realtà e mi informo un pò meglio -  il che prevede lo spegnere la tv ed accendere i neuroni – e vado a controllare cosa dicono le fonti autorevoli.

Sito ministero della salute: http://www.ministerosalute.it/dettaglio/principaleFocusNuovo.jsp?id=13&area=influenzaA&colore=2

L’11 giugno l’OMS ha ufficialmente dichiarato lo stato di pandemia da nuovo virus influenzale con passaggio alla Fase 6 dei livelli di allerta pandemico, individuati dal Piano di preparazione e risposta alle pandemie influenzali. Lo stato di pandemia indica l’aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo. L’Oms ha sottolineato il carattere “moderato” di questa pandemia. Come precisato dal Vice Ministro Ferruccio Fazio il massimo livello di allerta per la nuova influenza “non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus”

Si scoprono cose interessanti, del tipo che questa famigerata H1N1  non è altro che una banale influenza, con la sola differenza che si diffonde facilmente.  Sempre l’OMS stabilisce che questa malattia è a rischio moderato per quanto riguarda gli effetti.  La pericolosità quindi è legata al fatto che può colpire parecchie persone con ripercussioni sociali non indifferenti (ovvero migliaia di lavoratori in mutua nello stesso periodo e nella stessa città).

Questi sono i comunicati con cui il Ministero della Salute ha iniziato la vaccinazione preventiva. Inizialmente prevista solo per l’h1n1, ora è stata allargata alla normale influenza stagionale.

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2431_testo.rtf
http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2460_testo.rtf

h1n1Vengono individuate categorie a rischio, tra cui anche i diabetici. A tal proposito linko questo file con la recente presa di posizione della AMD (Associazione Medici Diabetologi) e di altre associazioni di categoria.

http://www.siditalia.it/Documenti/Documento%20AMD-SID%20influenza%20H1%20N1%20DM%20def.pdf
http://www.progettodiabete.org/news/2009/n2009_050.html

… che ribadisce ulteriormente la il discorso, e aggiunge che il diabete non è un fattore di rischio per contrarre l’influenza, ma ammalarsi porta ad un generale indebolimento che, unito a complicanze o altri fattori, può costituire un rischio per la salute. Il caso del diabetico morto a Napoli è uno di questi (vedi anche http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2426_testo.rtf ).

Vengono anche dati un pò di consigli utili su come affrontare la situazione.

La vaccinazione è sempre facoltativa, anche se consigliata ai diabetici – come accade per le altre influenze stagionali. Per quest’ultime è prevista una vaccinazione specifica che per motivi pratici viene fatta assieme a quella per l’H1N1.

Riassunto breve:  Tranquilli, è come gli anni passati!

ciak… ma anche no.

Tipicamente, quando qualcosa ha influenza sulla nostra vita sociale, prima o poi viene anche rappresentata in tv, nei film, al cinema. Il diabete, che è una condizione ormai diffusa nel mondo, non è escluso. I film dedicati al diabete si contano sulle dita di una mano,  mentre sono molto frequenti le citazioni in vari film o per personaggi non protagonisti.

panic-room
Panic room

Esempi. Film “Derailed”, la figlia del protagonista viene colta da crisi ipoglicemiche gravi e necessita di trapianto. In “Chocolat” (film molto bello a mio parere),  Armande è una signora anziana forte di carattere, diabetica in stadio avanzato, che muore di attacco di cuore. “Panic Room”, la figlia della protagonista (Jodie Foster) ha una crisi ipoglicemica proprio mentre entrambe sono chiuse in una stanza con i ladri in casa. “Johnny Stecchino”, altro film molto bello ma che lo ricordo solo per Lillo, l’amico del protagonista, diabetico e affetto da sindrome di down.

Della serie, il personaggio diabetico viene rappresentato sul grande o piccolo schermo come un incrocio tra un malato terminale ed un disabile.  Talvolta anche obeso. Ah, e pure un pò sfigato.  Ma soprattutto il diabetico nei film sembra reagire istantaneamente a qualunque molecola di zucchero presente nel raggio di un metro, con effetti devastanti tipo kriptonite con superman.

Un quadretto niente male, eh?

E non mi si venga  a dire che i film  sono lo specchio della società…  se io dovessi basarmi su quello che vedo in tv o al cinema, mi sarei fatto le condoglianze da solo. E magari affittato una bella bara in mogano da mettere in salotto…

noiaIl diabete non si presta ad una rappresentazione nei film o in tv, per il semplice fatto che è NOIOSO. 365 gioni l’anno, 24h su 24h a fare sempre le stesse cose…  controlli, punture/pillole, dieta. E quando capita la temutissima ipo, il 99% delle volte basta prendere un succo di frutta e la cosa si risolve. Altro che convulsioni, isteria, e scene da panico. E quando capita la temutissima iper, il 99% delle volte l’unica cosa che ti viene è una gran sete. Altro che emergenze  e rischio di morte imminente… al massimo si muore di noia.

Il diabete colpisce nel lungo periodo, troppo lungo per un film di un paio d’ore.  Ci vuole una sceneggiatura coi controcosi per esprimere un concetto del genere… e non tutti se la possono permettere.

speciesPerò c’è un film da cui ho imparato parecchio.  Si tratta di “Species”, film fantathriller con quella stragnocca di Natasha Henstridge. Qui il diabetico è un personaggio secondario normalissimo, anzi ha una bella casa su un grattacielo americano con tanto di attico e piscina.  Riesce pure a rimorchiare la suddetta stragnocca, che in realtà è un’aliena mangiauomini che ha l’unico scopo di procreare.  Roba da una botta e via quindi… in pratica il sogno di ogni maschio quarantenne.

Arrivati sul più bello però la suddetta stragnocca aliena annusa (letteralmente) che qualcosa non va nel DNA del nostro amico diabetico e non solo lo manda in bianco,  ma se lo sbrana pure.

Questo film mi ha insegnato due  cose fondamentali:

  1. Se una tipa stupenda ci sta con te e riesci a portartela a casa la prima sera, con buona probabililtà c’è la sorpresa sotto (e, se la sorpresa è che è un’aliena mangiauomini, è già andata bene….)
  2. Un buon dopobarba profumato ti può salvare la vita…

Che dire… Se avete qualche film da segnalare in particolare, fatemi sapere!

Brunetta

Brunetta mi dà l’impressione di uno infervorato. Ma tanto infervorato. Più o  meno come se fosse stato infuso dal sacro fuoco della Giustizia e non possa fermarsi senza aver redento le oscure anime degli eretici fannulloni.

Ed in fondo mi sta anche un pò simpatico…  E’ sicuramente uno che fa qualcosa per demolire la piaga del fancazzismo, e non per niente mezza Italia gli si rivolta contro.  Il problema semmai è che quando uno è infervorato, ha la brutta tendenza a colpire nel mucchio. Se  il mucchio è fatto perlopiù da furbetti del quartiere, nessuno se ne accorge. Però nel mucchio c’è anche gente onesta.

Lo sanno bene i furbetti che adesso non possono richiedere più l’assistenza per un parente disabile che sta dall’altro capo d’Italia. Lo sanno altrettanto bene i disabili gravi che adesso non possono essere assistiti da più persone mediante la legge 104.

L’ultima perla del nostro caro ministro è nella legge 133 art.71 sulle ore di malattia, attuato dal DL 112/2008 (link: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm). In soldoni per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, i primi dieci 10 giorni di malattia non verrano più pagati indennità e trattamenti accessori. Inoltre ad ogni assenza per malattia verrà mandato il medico fiscale a controllare e verrà richiesto un certificato medico.

La cosa è abbastanza inquientante per noi diabetici, considerando il fatto che spesso dobbiamo effettuare controlli medici ed analisi. Senza contare le visite specialistiche per evitare complicanze (ad esempio l’esame del fondo oculare)

Il ministero ha rilasciato una nota con linee guida per l’applicazione di questa legge nel caso di assenze per esami clinici e medici. La potete trovare qua: http://www.innovazione.gov.it/ministro/pdf/Testo_circolare_su_legge_104.pdf .

Sostanzialmente si afferma che:

  • Il decreto non cambia le modalità di imputazione dell’assenza nel caso di visita medica. Si può continuare ad utilizzare: i permessi brevi, soggetti a recupero; i permessi per documentati motivi personali; l’assenza per malattia; gli altri permessi per ciascuna specifica situazione previsti da leggi o contratti; le ferie.
  • Se l’assenza per visita medica viene inserita come malattia, allora si applicano le nuove disposizioni sia per quanto concerne le modalità di certificazione, sia per quanto riguarda la retribuzione. Per ovvi motivi, non verrà mandato il medico fiscale (e meno male, uno è FUORI a fare l’esame…).
  • L’assenza deve essere comunque giustificata da certificazione medica.
  • Come scritto nell’art.71 “Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonche’ per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita.
  • La decurtazione non avviene per i permessi dovuti in base alla legge 104 (handicap grave), permessi di maternità o paternità, lutto ed espletamento delle funzioni di giudice popolare.  Lo stesso vale per il comparto sicurezza e difesa, relativamente a malattie conseguenti a lesioni riportate in attività operative ed addestrative.

E’possibile escludere dal provvedimento le assenze se relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. Il diabete sicuramente richiede una terapia salvavita (insulina)… che sia grave è questione di punti di vista ;)

Occhio al tipo di contratto però.  Ho come il sospetto che chi ha contratto a tempo determinato possa avere un trattamento sfavorevole…

Certo, se avessero messo un riferimento specifico sul diabete sarebbe stato meglio… Anche perchè ad un diabetico i controlli servono per evitare complicanze, mica per andare a fare la spesa. E’ una forma di prevenzione, che consente allo stato di risparmiare i costi di cure per complicanze non diagnosticate.

Altre info per il settore scuola: http://orizzontedocenti.wordpress.com/2008/09/08/permessi-ex-art-71-della-legge-13308-ulteriori-chiarimenti-dal-ministero/

Uè, che sono  ste ragnatele! Coff cough, uddiu, mi si è impolverato il blog!

Tutta colpa del lavoro. E’ ormai una moda che a settembre si sveglino tutti e si accorgano che forse era meglio cambiare tutto il progetto. Yuppieee, tiriamo nel cesso mesi e mesi di lavoro! E tuuuuu, lavoratore (inde)fesso! Ci sono da rifare un pò documenti e conti!

Ed eccomi qua. Un mese e tonnellate di carta dopo, che la foresta amazzonica ringrazia. Tante riunioni, discussioni, trasferte e sono più o meno dov’ero l’anno scorso.

E’ già un pò che rifletto sul fatto di poter cambiare lavoro. A gennaio saranno 5 anni che mi dedico ad un lavoro che non porta da nessuna parte. Ho già adocchiato un paio di corsi che potrebbero aiutarmi, ma costano un cifrone. Ma probabilmente è l’idea stessa di rivoluzionare la mia vita che mi frena. E’ una vita che ricomincio da capo, e ne ho sempre meno voglia.

Sono un pò annebbiato da questi pensieri ed ho lasciato un pò indietro il diabete… nel senso che lui mi segue sempre ma io tendo ad ignorarlo. Controlli quando capita, dieta come capita, immagino già la glicata che si impenna tipo Valentino Rossi su un rettilineo.  In compenso potrei fare un trattato su come andare avanti a suon di caffeina.

Non è esattamente il massimo,  soprattutto ora che a novembre mi attende il controllo.. ma sono in stallo e non ho la testa per seguire tutto.

Forse meglio fare un passo alla volta. Ed intanto rispolvero il blog.

  1. Torino grigia e piovosa
  2. L’auto che dopo 15 giorni di assenza non vuole più saperne di accendersi
  3. Il frigo semivuoto
  4. I buoni pasto  rimasti a casa
  5. La mail di lavoro piena
  6. Vacanze finite

Sgrunt, si ricomincia…

Questi giorni vacanzieri sono stati all’insegna del relax, mare & sole, ed abbuffate….forse un pò troppo relax, e troppo poco mare.

A differenza dell’anno scorso, a questo giro non mi sono nemmeno portato il pc o qualcosa di utile da fare. L’unica cosa, un libro – “Delitti di gente qualunque” – che non riesce a prendermi nonostante Loriano Macchiavelli sia un ottimo scrittore di noir. Leggo sì e no una decine di pagine al giorno, contro i 3-4 capitoli  tipici di quando un libro mi intrippa. Brutto segno.

Ferragosto poi l’ho passato da vero Giovane Vecchio, ovvero con la famigghia. Special guest la Sveglia a mezzogiorno, il Caldo africano e le Mangiate. E CHE mangiate… quest’anno ho avuto non pochi problemi a gestire glicemicamente la tavolata di cannelloni, carne e paste siciliane. Complice anche una penna di insulina che, visto il gran caldo, ha deciso pure lei di andare in vacanza e non fare il suo lavoro. 

E da domani le vacanze volgono alla fase discendente (sigh) ed inizia il conto alla rovescia per il ritorno (strasigh). Devo… riuscire… a non pensarci… Frustrated

Ho trovato questa vignetta nella Settimana Enigmistica dell’8 agosto 2009 e non sono riuscito a non sorridere. Complimentoni all’autore, chiunque esso sia.

Dedicato a chi ha la fortuna di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Prima o poi ne incontrerò uno (di ottimista, non bicchiere) Winking

Era ora! Venerdì scorso abbandono il lavoro con uno scatto da centometrista che sembrava il remake di Fantozzi, e finalmente inauguro questa 15-giorni di ferie! Sarà mai che mi passa la sindrome da Parry Mason degli ultimi giorni… Ma in primis mi attendeva ancora il compito più arduo: le pulizie di casa.

Beh, chiamarla casa è un complimento, visto che quei 30 metri quadri nelle ultime settimane si erano trasformati in una bidonville in miniatura, della serie che la discarica di Torino a confronto  sembra Beverly Hills. Con un pò di fantasia  cerco di considerare grattacieli le decine di bottiglie di plastica e piazze le scatole di pizza.

Mi arrendo inevitabilmente all’evidenza e mi metto al lavoro durante il weekend, per fare ciò che una persona normale farebbe in due o tre ore.  Colpa della sindrome da vacanze e da pigrizia acuta da cui, assieme al diabete,  sono cronicamente affetto. Alla fine, il piccolo appartamentino può dirsi quasi da certificato di abitabilità.  Sono soddisfazioni, eh.

La partenza per la Sicilia era oggi pomeriggio. Stamattina sistemo le ultime due o trecento cose che avevo ancora in sospeso (o che la famigghia mi fa notare come in sospeso) ed arrivo miracolosamente nel primo pomeriggio all’appuntamento col taxi con tutto sbrigato e la valigia pronta. Il minimo indispensabile (biglietto, documento, insulina, aghetti) è pronto.  Mi imbarco in quello che sarà un viaggio bifasico:

Nella prima parte, il viaggio in aereo TO-CT, ho rischiato seriamente di andare in tilt coi nervi. Una volta che arrivo presto, trovo l’aereo in orario, poca coda al check-in, non ti vado a trovare il bambinetto scassaballe sull’aereo che per UN’ORA E MEZZA grida a squarciagola due sedili dietro me che voleva andare dalla nonna?! E quando dico gridare intendo come la sirena di un’antifurto, non come un individuo di genere umano. Fin da subito l’aereo si è diviso in due, metà dei passeggeri avrebbero voluto accontentarlo ed accorciargli il tragitto buttandolo dal finestrino senza paracadute, l’altra metà avrebbe preferito saldarlo al sedile a suon di mazzate e ceffoni. Io ero bipartisan, con alcune proposte innovative in cantiere.

Dopo l’esperienza di Simone l’antifurto umano, per contrasto il viaggio in autobus da Catania a CL è stato rilassantissimo, quasi zen. La Sicilia mi ha accolto con questo caldo avvolgente che, visto l’orario tardo-pomeridiano, ormai non soffocava più. Anzi complice un bel venticello sembrava che ti guidasse verso il mare.

L’autobus era semivuoto, buona parte della gente concentrata davanti e niente schiamazzi o discussioni. Mentre procedeva fissavo il guardrail illuminato dal sole, un serpentone bianco che delineava i paesaggi a me tanto cari. Le colline dipinte di oro fieno e terra. Le stradine che si incrociano su case di campagna. Improvvisi getti di verde di vigneti ed uliveti. Qualche pascolo o rari trattori. In alto il sole che tramontava. I grilli.

 Era più di un anno che non li rivedevo. Cazzo, sono tornato a casa.

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