Tutto inizia due settimane fa, circa. Ore 1:00, di notte.

Io, impegnato a preparare le valigie per una trasferta di lavoro (Olanda, yuppiee!), lascio la tv accesa. Tra un vestito e l’altro, faccio zapping tra film anni ‘30, media shopping e donnine seminude con sovraimpressione un numero 899.

285_104914Mi fermo su raiuno, con Gigi Marzullo che ha appena iniziato una delle sue interviste. Mi colpisce subito l’intervistata, una ragazza dai capelli castani che non guarda mai la telecamera. Il suo sguardo rivolto direttamente all’intervistatore, leggermente piegato sul lato, dalla telecamera sembra quasi ripresa di 3/4. Ha un sorriso raggiante, gli occhi furbi. Dal discorso, mi sembra di capire che è una specie di attrice.

Qual’è la sua prospettiva?

Domanda da Marzullo, indubbiamente… La valigia intanto invoca pietà, è già a pieno carico ed ho un cappotto ed un vestito buono da far entrare, possibilmente senza portarmi dietro un rimorchio.

Suo papà voleva questo mestiere?

Lascio su raiuno ed inizio un trade-off mentale. Meglio togliere una camicia o una maglia? Come da copione, scelgo entrambe. Tanto non sarei mai riuscito a chiudere tutto nemmeno sotto una pressa.

In realtà credo di essere cresciuta in fretta prima di questa esperienza, perchè.. io.. ho avuto il diabete all’età di 12 anni e questo…

Mi blocco. L’ho sentito veramente? Ha detto diabete?  Non è che in realtà sto dormendo sul divano?

Raccolgo i pezzi di mascella da terra e mi catafiondo davanti alla tv. Lei, con un velo di imbarazzo che non riesce a scalfire quel bel sorriso, sta parlando di diabete. Di insulina. Di iniezioni. Parla di come le abbia cambiato la vita, di come lo ha affrontato.

Marzullo è forse più in imbarazzo di lei. Riconosco il tipico atteggiamento di chi è testimone di una confessione di un segreto privato, curioso e terrorizzato allo stesso tempo.

Lei continua, commenta sue vecchie foto e ascolta una canzone, ogni tanto si mordicchia il labbro inferiore. Arriva la domanda marzulliana per eccellenza, “Si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Lei punta in alto.

Spesso mi domando il senso della vita. Checov, a questa domanda, tirava fuori una carota e diceva “Che senso ha questa?”

Marzullo, che non ha capito una benemerita e con la faccia di uno che non aspetta altro che chiudere, le chiede se allora ’sta vita avesse un senso. Lei lo vaporizza con un sorriso:

Non importa… La vita bisogna prima giocarla, il senso poi si capisce alla fine, forse.

Bella, furba e con uscita ad effetto. Peccato che non abbia i capelli rossi, altrimenti ero già cotto. Una domanda si fa strada quasi di conseguenza… ma come cazz si chiama!?

Marzullo sembra avere pietà di me e prima di chiudere dispensa un “Buonanotte, Alice Torriani”.

 

A distanza di due settimane, ho trovato il video dell’intervista sul sito rai:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiUno-Sottovoce%5E7%5E73417,00.html