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Vacanze!

Era ora! Venerdì scorso abbandono il lavoro con uno scatto da centometrista che sembrava il remake di Fantozzi, e finalmente inauguro questa 15-giorni di ferie! Sarà mai che mi passa la sindrome da Parry Mason degli ultimi giorni… Ma in primis mi attendeva ancora il compito più arduo: le pulizie di casa.

Beh, chiamarla casa è un complimento, visto che quei 30 metri quadri nelle ultime settimane si erano trasformati in una bidonville in miniatura, della serie che la discarica di Torino a confronto  sembra Beverly Hills. Con un pò di fantasia  cerco di considerare grattacieli le decine di bottiglie di plastica e piazze le scatole di pizza.

Mi arrendo inevitabilmente all’evidenza e mi metto al lavoro durante il weekend, per fare ciò che una persona normale farebbe in due o tre ore.  Colpa della sindrome da vacanze e da pigrizia acuta da cui, assieme al diabete,  sono cronicamente affetto. Alla fine, il piccolo appartamentino può dirsi quasi da certificato di abitabilità.  Sono soddisfazioni, eh.

La partenza per la Sicilia era oggi pomeriggio. Stamattina sistemo le ultime due o trecento cose che avevo ancora in sospeso (o che la famigghia mi fa notare come in sospeso) ed arrivo miracolosamente nel primo pomeriggio all’appuntamento col taxi con tutto sbrigato e la valigia pronta. Il minimo indispensabile (biglietto, documento, insulina, aghetti) è pronto.  Mi imbarco in quello che sarà un viaggio bifasico:

Nella prima parte, il viaggio in aereo TO-CT, ho rischiato seriamente di andare in tilt coi nervi. Una volta che arrivo presto, trovo l’aereo in orario, poca coda al check-in, non ti vado a trovare il bambinetto scassaballe sull’aereo che per UN’ORA E MEZZA grida a squarciagola due sedili dietro me che voleva andare dalla nonna?! E quando dico gridare intendo come la sirena di un’antifurto, non come un individuo di genere umano. Fin da subito l’aereo si è diviso in due, metà dei passeggeri avrebbero voluto accontentarlo ed accorciargli il tragitto buttandolo dal finestrino senza paracadute, l’altra metà avrebbe preferito saldarlo al sedile a suon di mazzate e ceffoni. Io ero bipartisan, con alcune proposte innovative in cantiere.

Dopo l’esperienza di Simone l’antifurto umano, per contrasto il viaggio in autobus da Catania a CL è stato rilassantissimo, quasi zen. La Sicilia mi ha accolto con questo caldo avvolgente che, visto l’orario tardo-pomeridiano, ormai non soffocava più. Anzi complice un bel venticello sembrava che ti guidasse verso il mare.

L’autobus era semivuoto, buona parte della gente concentrata davanti e niente schiamazzi o discussioni. Mentre procedeva fissavo il guardrail illuminato dal sole, un serpentone bianco che delineava i paesaggi a me tanto cari. Le colline dipinte di oro fieno e terra. Le stradine che si incrociano su case di campagna. Improvvisi getti di verde di vigneti ed uliveti. Qualche pascolo o rari trattori. In alto il sole che tramontava. I grilli.

 Era più di un anno che non li rivedevo. Cazzo, sono tornato a casa.

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