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Chi l’ha vista

La Giornata Mondiale del Diabete.

Torino sto weekend era il solito trantran, ed anche un pò tunzbangsplat. Complice il bel tempo, c’era il pienone di gente per le strade. Giocolieri, suonatori, attivisti dei diritti umani, pure i ballerini di taranta ho trovato. Ma i chioschetti con gli opuscoli sul diabete ed i monumenti illuminati di blu no.

Vabbè saranno in un altra piazza – ho pensato. Continuo il giro, poi torno a casa e controllo su internet… wow. La fantomatica  campagna di informazione sul diabete a Torino si è svolta all’ospedale valdese e negli ambulatori di diabetologia.  Eccerto perchè è ben noto che il cittadino medio da informare, quando esce il sabato o la domenica, va a fare shopping al reparto ustionati o prende un caffè in terapia intensiva…

Non commento ulteriormente questa cosa perchè magari mi sbaglio e c’era veramente qualche piazza allestita e non indicata.  O forse è il sintomo che le associazioni di diabetici a torino abbiano qualche problema, e non è bello lamentarsi  su persone che si fanno il mazzo in quattro per gli altri.

Più che altro riflettevo sull’utilità effettiva di una manifestazione del genere, dal punto di vista di un diabetico tipo1. Si perchè la Giornata Mondiale del Diabete è, per ovvi motivi, rivolta ai diabetici tipo2.  La (poca) campagna di informazione che viene fatta dà risalto ai problemi del tipo2 – giustamente, visto che loro sono di più.

 

Non me ne vogliano i cugini tipo2, ma io ho sempre ritenuto il diabete “giovanile” una condizione completamente diversa, da tutti i punti di vista…  sintomi, cure ed impatti sulla vita del diabetico.  Vorrei tanto stringere la mano a quell’ingelligentone che ha messo assieme due patologie differenti sotto lo stesso nome.

Poi vedo sul sito della Giornata Mondiale del Diabete un link a Previeni il diabete , e mi viene l’orticaria. Vallo a dire ai fortunati diabetici insulinodipendenti che per prevenire il diabete basta adottare uno stile di vita sano, alimentazione equilibrata e sport. Gente che un mese prima apparentemente era sanissima ed il mese dopo si ritrova in chetoacidosi con 10Kg in meno.

Quella frase buttata lì senza fare distinguo diventa cattiva informazione.  Per carità, sarà anche scientificamente dimostrato per il tipo2, ma per il tipo1 è assolutamente senza senso. Senza contare che è di una ovvietà sconfortante. Come livello di informazione  siamo poco sopra di “Campa cavallo che l’erba cresce”  e poco sotto di “una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Io proporrei di cambiare nome al tipo1. Uno qualunque va bene, così avrò una Giornata Mondiale dedicata alla mia strana malattia. Il 14 Novembre francamente non mi riguarda.

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  1. Bic
    17 febbraio 2016 alle 18:01

    Ti leggo molto in ritardo, ma volevo dirti che sono totalmente d’accordo: sì, va usato un altro nome – e un nome ben distinto – per il T1D! Molti dicono che cambiare il nome non ha tanta importanza, meglio combattere la disinformazione, ma non si rendono conto che la disinformazione parte proprio da lì: da una mancata distinzione all’origine, da un nome “troppo uguale”. È come se dicessimo ‘umano XY’ e ‘umano XX’ al posto di ‘uomo’ e ‘donna’: non ci sogniamo di farlo per gli esseri umani maschio e femmina, che pure hanno in comune quasi tutto! Perché mai dovremmo usare la stessa formula per due malattie che sono tanto diverse! Oltretutto, è pura illusione credere che la distinzione T1/T2 sia chiara, anche solo in ambiente medico: prova a finire in ospedale con un’appendicite o una creatura da partorire, e vedrai quanto ci capiscono, al di fuori dei reparti di diabetologia! Peccato che questo comporti rischi decisamente seri, per la salute e a volte per la sopravvivenza… Sono insomma convinta che usare ‘diabete’ come termine comune per le due malattie è come definire ‘emorragia’ tanto l’emofilia quanto le emorroidi. È vero, in entrambi i casi il peggio che ti possa capitare è un’emorragia, ma forse le due condizioni sono un pochino diverse, no? È quel che succede a descrivere le malattie con il nome di un sintomo (come Galeno duemila anni fa). Nel XXI secolo, è una cretinata. Pericolosa, aggiungo. Saluti, complimenti per il blog.

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