Home > Consigli, diabete > Scuola e diabete giovanile

Scuola e diabete giovanile

La scuola rappresenta il primo banco di prova per chi si ritrova il diabete tipo 1 già da bambino. Sia per una questione di gestione della malattia, sia per motivi prettamente sociali e di interazione con altre persone. Questo post è quindi dedicato ai genitori, con la speranza di aiutarli un pò a destreggiarsi con la gestione dei pargoli a scuola.

Premessa: Le linee guida del ministero della salute

Ministero della Pubblica IstruzioneNel 2005 è uscita una circolare dell’allora Ministro dell’Istruzione Moratti che stabilisce le linee guida per la somministrazione di farmaci nelle scuole, che potete trovare a questo link:

http://www.agd.it/scuola/immagini/min_linegui.pdf

Riassumendo, l’iter è questo:

  1. Presentare richiesta scritta al dirigente scolastico includendo la certificazione medica attestante lo stato di malattia del bambino e la prescrizione specifica dei farmaci da assumere (conservazione, modalità e tempi di somministrazione, posologia).
  2. Il dirigente scolastico, in base alle possibilità offerte dalla scuola può:
  • Individuare il luogo ideoneo in cui conservare e somministrare i farmaci
  • Individuare il personale adatto tra:
  • Personale docente e ATA che abbia seguito un corso di formazione di pronto soccorso (DL. 626/94)
  • Genitori o familiari o terzi con delega, previa autorizzazione del dirigente scolastico
  • Personale della ASL, membri di associazioni di volontariato, assistenti sociali

Sta poi alle singole regioni di regolamentare queste procedure. Per la Regione Lombardia, potete consultare questo link: http://www.fdgdiabete.it/fdgleggi/public/rl_diabscuola.pdf

Diabete e scuola

Una considerazione. Le scuole affrontano quotidianamente il problema dell’inserimento di alunni con condizioni ben peggiori del diabete. Esiste da tempo la figura dell’insegnante di sostegno, preposta ad aiutare l’inserimento degli alunni disabili.

Il diabete però non è una malattia di per sè invalidante, e non comporta problemi di apprendimento. Anzi il primo passo per l’integrazione è proprio non far sentire il bambino diabetico come un diverso, anzi spingerlo a camminare con le proprie gambe. I problemi logistici da affrontare sono principalmente dovuti alla necessità delle iniezioni, alle misurazioni della glicemia, ed alla dieta.  In quest’ottica è importantissimo insegnare il prima possibile al bambino (compatibilmente con l’età, naturalmente) a farsi la puntura e la glicemia da solo. Queste rappresentano il 90% degli ostacoli  che affronterà a scuola, ed anche nella vita. Il microinfusore potrebbe aiutare parecchio, pensateci.

Parola d’ordine: collaborazione

Il primo passo  è quello di fare due chiacchiere col dirigente scolastisco per informarlo della futura presenza del problema diabete. Conviene cominciare a tastare il terreno con largo anticipo (tipo a fine dell’anno precedente) in modo da poter attivarsi nel caso in cui ci siano problemi di cooperazione.  Se il dirigente non ha esperienze precedenti di alunni con diabete, è una buona occasione per informarlo, magari portando degli opuscoli, in modo che abbia idea di cosa significa avere il diabete e come affrontare un’eventuale ipoglicemia. Quelli che vi danno nei centri diabetologici vanno benissimo, ma anche semplicemente quelli trovati su internet tipo:

http://www.progettodiabete.org/teca/manuali_i_bambini_a_scuola_1.html

http://www.progettodiabete.org/teca/manuali_i_bambini_a_scuola_1A.html

Poco prima dell’inizio della scuola, è  importante parlarne anche ai professori, in modo che “diano un’occhiata” al bimbo e sappiano comportarsi nell’eventualità di una ipo grave. In particolare l’insegnante di educazione fisica.

Assistenza

Parlare col preside con largo anticipo aiuta nel caso in cui il bambino non è in grado di gestirsi da solo. Qui infatti il problema principale da risolvere è chi e come verrano fatte le punture e bisogna avere il tempo di organizzarsi.

La persona più adatta per le iniezioni è sicuramente il genitore, ma non sempre è possibile causa lavoro. Una soluzione (per un genitore od un parente stretto) che potrebbe aiutare è richiedere la legge 104 per l’assistenza  del bimbo. In teoria è possibile ottenere un tot di ore di permesso, utili per recarsi a scuola e tornare. I tempi sono lunghi (un paio di mesi), e non è garantito.  E’ necessario il parere positivo di una commissione medica. Maggiori info qui: https://lastranamalattia.wordpress.com/2009/07/14/diabete-invalidita-e-benefici-di-legge/

I docenti dal canto loro non sono obbligati a effettuare terapie farmacologiche. Nè ad effettuare misurazioni di glicemia. E’ possibile mettersi d’accordo, ma trovarne uno disposto a collaborare non è  facile… Hanno tutto da perdere.

Se avete amici, parenti o in generale gente di cui vi fidate, è possibile delegarle previa autorizzazione del dirigente scolastico.

L’ultima spiaggia è trovare del personale esterno. Il dirigente scolastico, dietro richiesta scritta da parte dei genitori, deve informare il Comune e, in ultima istanza, l’ASL è OBBLIGATA a fornire un infermiere per assistere il bimbo. Per fare prima, è meglio se il genitore faccia richiesta direttamente alla ASL come Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Anche qua i tempi sono lunghi e c’è da litigare parecchio.

Molto interessanti sono questi link, con i riferimenti alle recenti sentenze in materia:

http://www.mobilita.com/rivista/542007/farmaci.html

http://www.spazioacca.org/assistenza%20sanitaria%20a%20scuola1.pdf

http://www.edscuola.it/archivio/handicap/italia/pomezia/assistenza_sanitaria.htm

Indennità di frequenza

Per i diabetici con meno di 18 anni e con i seguenti requisiti:

  • cittadini italiani o UE residente in Italia, o cittadini extracomunicario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • iscritti ad un centro di riabilitazione, a centri di formazione professionale, a centri occupazionali o a scuole di ogni grado e ordine;
  • con di un reddito annuo personale non superiore a Euro 4.408,95;

E’ possibile richiedere un’indennità di frequenza pari a 256,67 euro (importo 2010) mensili in base alla legge 289/90 in quanto riconosciuti come “minori con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età”. Ci si può rivolgere alla propria ASL o ad un patronato (gratuitamente).

Dieta & Co.

Non è necessaria né obbligatoria una dieta particolare “per diabetici”. Valgono naturalmente le indicazioni del proprio diabetologo. Ultimamente tutte le principali linee guida chiariscono che un bambino con diabete non deve mangiare in modo diverso rispetto ai suoi coetanei, deve avere una dieta varia, completa e sana, ma non diversa. È comunque possibile chiedere un menù “dietetico” o anche solo piccole variazioni al menù previsto per gli altri bambini, contattando i responsabili delle Società che forniscono i pasti alle mense scolastiche.

E’ bene avvertire i docenti nel caso in cui siano previsti spuntini non previsti dall’orario della scuola.

Riassumendo

Nonostante il bambino diabetico sia tutelato da una valanga di leggi in materia di scuola e sanità, nella pratica bisogna fare da soli. Le soluzioni che vanno trovate caso per caso, in base alla buona volontà dei  genitori o delle scuole. Le scuole oggi come oggi non hanno nemmeno gli occhi per piangere, e la burocrazia ci mette il suo. C’è ancora tanto da fare… nel frattempo, ai genitori tocca litigare.

Ultimo aggiornamento: 19/04/2010, aggiunta sezione sull’indennità di frequenza.

Annunci
  1. galati katia
    1 ottobre 2010 alle 09:54

    ciao io sono una mamma di 36 anni dove alla mia bimba di nome alysia all’età di 6 anni nel luglio 2009 gli anno diagnosticato un Diabete melito di tipo 1.. sono stata una mamma molto fortunata, perche’ già dall’anno scorso Asl mi ha aiutato dandomi già dal primo anno di scuola un infermiera per la somministrazione dell’insulina a mezzogiorno… quindi penso che chji ha bisogno puo rivolgersi agli enti!

  2. bochra
    21 ottobre 2010 alle 09:41

    ciao anche la mia bambina ha esordito di piu di un anno fa e aveva 34 mesi per noi e stata una botta gigantesca pero e il destino anche a me hanno dato l’infermere poi ho chiesto il congedo di due anni retrebuito e adesso la sto curando da sola e mi sento molto piu tranquilla adesso abbiamo iniziato il percorso per mettere il microinfusore vorrei ricevere esperienze soppratutto di bambini se qualquno me le puo dare sara ringraziato.

  3. andrea
    16 dicembre 2010 alle 04:47

    Ciao a tutte e due. Sono il papà di Agnese che ha appena compiuto 11 anni ed ha esordito 6 anni fa. Abbiamo iniziato a seguirla noi (la mamma soprattutto) appena rientrata all’asilo, ma poco dopo la Asl ha fornito le infermiere che l’hanno seguita ai pasti fino all’anno scorso (5^ elementare). Siamo stati fortunati perché ora la Asl 3 Genovese (che metteva 23=VENTITRÉ! infermieri a disposizione per le varie scuole che ricadevano sotto la sua competenza) per mancanza di personale e per scelte gestionali, si trova a gestire il servizio tramite cooperative che fanno difficoltà a portare avanti il servizio. Si sta studiando un progetto per fornire le scuole di un piccolo pc che, tramite Internet/Skype, permetta ai ragazzini di mettersi in contatto audio-video con una “centrale” presidiata da infermieri preparati per gestire il momento del pranzo. Da 2 anni e mezzo Agnese usa il microinfusore ed è migliorata notevolmente la qualità della vita (e anche qualche glicata). La riduzione da 4 buchi al giorno ad 1 ogni 3 giorni varrebbe già la pena (un’amica coetanea di Agnese ha fatto il calcolo su un anno per convincere la madre perplessa per il cambiamento). La libertà (ad es.) di decidere all’ultimo minuto di fermarsi a mangiare fuori casa senza bisogno di portare dietro le penne; di fare merenda facendo una somministrazione in più senza buchi (Agnese più di una volta rinunciava al gelato per non doversi bucare di nuovo…) Con il microinfusore indosso abbiamo fatto una discesa in canoa sul fiume durata una giornata intera, ci sono amici di Agnese che giocano a pallone, lei stessa fa pallavolo, all’ultima visita in ospedale c’era una ragazzina appena più grande che è titolare in una squadra di pallanuoto femminile di serie A ecc. ecc quindi nessuna paura! E, se non ve ne siete già accorte, scoprirete che questi meravigliosi figli hanno risorse incredibili e che (anche se all’inizio è difficile crederlo) hanno una marcia in più ( anche se sono il primo a dire che ne avrei fatto volentieri a meno…). Buona vita. a.rive@alice.it

  4. serena
    27 settembre 2011 alle 18:06

    ciao a tutti sono una mamma con una figlia diabetica tipo 1 .Mia figlia si chiama Noemi e nel 2008 abbiamo scoperto il diabete (non mangiava niente di dolce)ora ha 11 e stata una batosta .Mi posso tenere fortunata ho trovato delle maestre che mi anno aiutato niente infermiere.Adesso noemi si sa guardare da sola .ciao a tutti e “dolce vita a tutti”

  5. 25 maggio 2014 alle 02:23

    Pretty nice post. I just stumbled upon your weblog and wished to say
    that I have truly enjoyed surfing around your blog posts.
    After all I’ll be subscribing to your feed and I hope you write again very soon!

  1. 8 marzo 2017 alle 03:54

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: